Filippo Falciatore

(Napoli, attivo 1741–1768)

Combattimento tra un guerriero e un centauro

XVIII secolo

Penna, inchiostro bruno, acquerello grigio su matita nera

410 × 280 mm

Questo disegno di Filippo Falciatore rappresenta un combattimento tra un guerriero e un centauro, esempio della sua abilità nel trattare soggetti mitologici con vivacità e precisione tecnica. Attivo a Napoli tra il 1741 e il 1768, Falciatore sviluppò uno stile personale partendo dalla formazione con Domenico Antonio Vaccaro, unendo influenze rococò e soluzioni neo-manieriste.


La composizione mostra due figure in verticale, contrapposte in un dinamismo elegante e teatrale, in cui la figura superiore pare dominare l’avversario. L’artista impiega linee sicure e continue e sfrutta l’acquerello grigio per creare raffinati effetti di luce, accentuando l’intensità della scena e la tensione narrativa.


Il foglio testimonia la strategia compositiva tipica di Falciatore, che riutilizzava modelli efficaci adattandoli a nuove iconografie, come in altre opere mitologiche o bibliche, quali la tavoletta di Caino e Abele per il Complesso di San Martino. La vivacità del tratto e la padronanza tecnica confermano l’autografia del disegno e illustrano il contributo fondamentale dell’artista alla pittura napoletana del XVIII secolo, capace di rinnovare il linguaggio rococò con eleganza e freschezza personale.

This drawing by Filippo Falciatore represents a combat between a warrior and a centaur, an example of his skill in treating mythological subjects with vivacity and technical precision. Active in Naples between 1741 and 1768, Falciatore developed a personal style beginning with his training under Domenico Antonio Vaccaro, merging Rococo influences with Neo-Mannerist solutions.


The composition features two vertical figures set against one another in an elegant and theatrical dynamism, in which the upper figure appears to dominate the opponent. The artist employs confident, continuous lines and utilizes grey wash to create refined lighting effects, accentuating the intensity of the scene and the narrative tension.


The sheet bears witness to Falciatore’s typical compositional strategy of reusing effective models and adapting them to new iconographies, as seen in other mythological or biblical works, such as the Cain and Abel panel for the Certosa di San Martino. The vivacity of the stroke and the technical mastery confirm the drawing’s authenticity as an autograph work and illustrate the artist’s fundamental contribution to 18th-century Neapolitan painting—a style capable of renewing the Rococo idiom with personal elegance and freshness.