Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino

(Borgo San Sepolcro, 1552 – Rome, 1615)

Cherubino Alberti

XVII secolo

Penna e inchiostro bruno su carta

221 × 275 mm

Bibliografia: Kristina Herrmann-Fiore, Studi sui disegni di figure di Giovanni e Cherubino Alberti, in Bollettino d’arte 6 Ser. LXV, 5, 1980, pp. 39–64, p. 50, fig. 29.

Il disegno rappresenta uno studio di due angeli, in cui Cherubino Alberti esplora la stessa figura in due fasi: a destra uno schizzo rapido che indica l’intenzione della posa; a sinistra uno studio più definito con la correzione della posizione del braccio e il panneggio elegante. Le zone di luce e ombra sono delineate mediante un tratteggio fitto e preciso, evidenziando la padronanza di Alberti nel creare volume e movimento nello spazio. Il tratto è agile e sicuro, producendo figure slanciate e stilizzate, mentre il tratteggio nervoso conferisce dinamismo e vivacità.

 

Il foglio è un eccellente esempio della doppia competenza di Alberti come disegnatore e incisore, mostrando la capacità di pianificare posture e gesti delle figure celesti prima di inserirle nelle composizioni finali. L’opera evidenzia una comprensione raffinata dell’anatomia, delle proporzioni e della composizione, unendo rigore tecnico e sensibilità espressiva.

 

Attivo a Roma tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, Cherubino Alberti proveniva da una famiglia di artisti rinomati e collaborò intensamente con il fratello Giovanni in incisioni e progetti decorativi. Studi preparatori come questo rivelano sia la sua acuta capacità di osservazione sia la padronanza del linguaggio grafico. Essi mostrano come Alberti riuscisse a combinare precisione, eleganza e vivacità espressiva, consolidando la sua reputazione come uno dei principali maestri del disegno e dell’incisione italiana del periodo.

 

 

 

The drawing represents a study of two angels, in which Cherubino Alberti explores the same figure in two distinct stages: on the right, a rapid sketch indicating the intended pose; on the left, a more defined study featuring a correction to the arm’s position and elegant drapery. The areas of light and shadow are delineated through dense and precise hatching, highlighting Alberti’s mastery in creating volume and movement within the space. The line is agile and confident, producing slender, stylized figures, while the nervous hatching imparts dynamism and vitality.

 

The sheet is an excellent example of Alberti’s dual expertise as both a draftsman and an engraver, showing his ability to plan the postures and gestures of celestial figures before integrating them into final compositions. The work demonstrates a refined understanding of anatomy, proportions, and composition, merging technical rigor with expressive sensitivity.

 

Active in Rome between the late 16th and early 17th centuries, Cherubino Alberti came from a renowned family of artists and collaborated extensively with his brother, Giovanni, on engravings and decorative projects. Preparatory studies such as this reveal both his acute observational skills and his command of graphic language. They show how Alberti succeeded in combining precision, elegance, and expressive vivacity, consolidating his reputation as one of the leading masters of Italian drawing and printmaking of the period.