Tommaso Manzuoli
(Firenze, 1531–1571)
Ritratto di giovane uomo
1560
Olio su tavola
75,5 × 62 cm
Iscrizione: ◆M◆D◆LX◆ (sul piano della finestra)
Allievo di Carlo Portelli, Maso da San Friano fu una delle figure più originali della pittura fiorentina della metà del Cinquecento, ricordato già da Raffaello Borghini ne Il Riposo. Attivo negli ambienti dell’Accademia del Disegno e coinvolto nelle imprese decorative della corte medicea, l’artista sviluppò uno stile personale che rielabora i modelli del primo manierismo fiorentino, tra le eleganze di Andrea del Sarto e le tensioni espressive di Jacopo Pontormo e Rosso Fiorentino.
Il ritratto qui presentato, datato 1560, si colloca tra il Doppio ritratto della Museo e Real Bosco di Capodimonte (1556) e le opere del decennio successivo. La figura, leggermente spigolosa ma definita da un disegno sicuro, si staglia davanti a un paesaggio d’invenzione con architetture ideali e profili montuosi frastagliati. Particolarmente caratteristico è il trattamento delle mani, dalle dita affusolate ma vigorosamente modellate dal chiaroscuro, motivo ricorrente nella produzione dell’artista. La pittura sottile e luminosa, con il contrasto tra l’abito scuro e le vivaci maniche rosse, rivela pienamente la raffinata sensibilità cromatica di Maso da San Friano.
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A pupil of Carlo Portelli, Maso da San Friano was one of the most original figures of mid-16th-century Florentine painting, already commemorated by Raffaello Borghini in Il Riposo. Active within the circles of the Accademia del Disegno and involved in the decorative commissions of the Medici court, the artist developed a personal style that reworks the models of early Florentine Mannerism, ranging from the elegance of Andrea del Sarto to the expressive tensions of Jacopo Pontormo and Rosso Fiorentino.
The portrait presented here, dated 1560, is situated between the Double Portrait in the Museo e Real Bosco di Capodimonte (1556) and the works of the following decade. The figure, slightly angular yet defined by confident draftsmanship, stands out against an invented landscape featuring ideal architecture and jagged mountain profiles. Particularly characteristic is the treatment of the hands, with tapering fingers vigorously modeled by chiaroscuro—a recurring motif in the artist’s oeuvre. The thin, luminous brushwork, with the contrast between the dark garment and the vibrant red sleeves, fully reveals the refined chromatic sensitivity of Maso da San Friano.

